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Il giorno in cui i soldi spariranno

Testo per la mostra Collettiva Palam alla Caisse d’Epargne de Nice Massena

Il giorno in cui i soldi spariranno, Palam 2020

 

Preludio

Il giorno in cui i soldi spariranno , questa frase è emersa durante una discussione collettiva, nei pressi di un rifugio, in mezzo alla natura innevata, al calare della notte, avvolti nelle coperte, riscaldandosi attorno a un fuoco,

Il giorno dopo, avremmo fatto sparire i soldi .

Il giorno dopo, addentrandosi sempre più in alta montagna, i nostri passi raggiunsero un lago ghiacciato: sotto la neve, il ghiaccio, sotto il ghiaccio, l’ acqua .

Posizionandosi in prima linea , esplorando, mettendo in sicurezza il terreno, interrogandoci sia metaforicamente che letteralmente, sulla questione della soppressione del capitale che struttura le nostre società e le nostre relazioni umane.

Come un atto rituale, un’espiazione simbolica che si incarna in un sistema alla fine del suo corso, nel profondo della natura, ci prepariamo con gioia al giorno in cui il denaro scomparirà.

Questa passeggiata nella natura non è stata la prima, la mostra Azimuth l’anno scorso ci aveva già messo sulla strada per un’altra valle di montagna.

Ancora una volta con le ciaspole, 15 kg diOro nordico sul retro, siamo ripartiti. Questa volta, ilLa spedizione è motivata da: Under the ice, water , una mostra in produzione alla Caisse d Risparmio di Nizza Masséna. Un’esposizione in banca? Strano dici…

Certamente, ed è per questo che Palam si è trovato di fronte a una scelta difficile quandogli è stato offerto questo posto. Ce n’è un po’da un lato il riconoscimento come gruppo di una parte dell’istituzione culturale locale, l’ accesso a un budget di produzione, una visibilità centrale nella vita circostante e un mezzo per raggiungere un pubblico diverso da quello che il ci incontriamo il più delle volte negli attuali circoli dell’arte contemporanea. e ddall’altro un luogo difficile, non adatto alla mostra , segnato dalla carica simbolica di una banca e dai valori che l’ esporre al suo interno comporta .

Ma , ci è stato detto, non c’èspazio neutro. Un’istituzione, un museo, una galleria : stesso combattimento?

L’arte dovrebbe ignorare le condizioni dell’esposizione o, al contrario, dare importanza a metterle in discussione?

Abbiamo quindi scelto di accettare, con la preoccupazione di mettere in discussione profondamente questo quadro in cui nasce la mostra.

Palam ha dimostrato più volte in passato la sua sensibilità alla causa ecologica, lungi dall’essere uno sfarzo, è legata allaDNA collettivo. E proprio da evitare non è relegato a un ruolo accessorio, ci siamo dovuti interrogare nel suo normale funzionamento, cosa sostiene davvero una banca con l’ecologia.

È sufficiente sovvenzionare artisti che parlano di ecologia per diventare un’istituzione ecologica? Soprattutto quando, inoltre, sovvenziona molto di più i combustibili fossili?

Avevamo carta bianca per questa mostra. E non possiamo che ringraziare la banca per questa libertà concessa. Senza di lei, la protesta non avrebbe potuto aver luogo.

Abbiamo, in questo contesto, l’ idea assurda che esista un legame tra banche e capitalismo, un rapporto di causa ed effetto tra capitalismo eemergenza ecologico-sociale. Siamo dalla parte dell’utilizzo del capitale della banca come materiale plastico e della sua distruzione sia letterale che simbolica come mezzoespressione artistica .

Sotto il ghiaccio, l’acqua Benoit Barbagli

 

Al primo meeting Palam della fiera sono emerse subito due domande:

Non volevamo “arredare una stanza aspettare” e mettere in discussione l’ecologia tra queste mura ci sembrava impossibile. Di conseguenza, sorge una semplice domanda: “comescappare dal posto? “.

Attraverso i nostri progetti precedenti, ci siamo distinti con le passeggiate in montagna. Questa volta s impone l’ idea di portare lui stesso il visitatore fuori dalla banca e anche fuori dalla città.

Il nostro secondo pensiero: quale sarebbe il modo più ecologico di utilizzare il budget ?

“Decrescita” in mente… allusioni alla “ impronta di carbonio … “la circolazione disoldi, tutto questo…”. Abbiamo concluso che la distruzione delil denaro è stato forse l’atto più potente dal punto di vista ecologico. Abbiamo finalmente portato a conclusione il dibattito?

Sembrava che stessimo seguendo un percorso critico. LL’ autocensura ci fa usare mezzi termini.

Decrescita , anticapitalismo dentrouna banca: Aspetta? Facile ? Necessario? Cercheremo di essere pertinenti.

Uno nel _ _altro, è stato lanciato il brainstorming, non tutto può essere rivelato qui. Cosa puoi togliere da questoè che all’inizio di gennaio abbiamo fatto una passeggiata nel cuore del Mercantour per nascondervi un segreto. L mostra Sotto il ghiaccio, il l’acqua trasmette indizi, come una caccia al tesoro. Portare il visitatore fuori dal spazio di partizione della banca, e saturazione urbana.

Lungi dal cercare un semplice oggetto, la ricerca è capirne la natura, capire il senso di questo atto, le domande indotte che sono tanto poetiche quanto politiche.

Nel rifugio faceva freddo, la camerata non era riscaldata, 2 metri di neve sul tetto ci proteggevano un po’ dal gelo notturno, 6 coperte per alcuni, un piumino Northface resistente a -40 per gli altri, la notte è stata difficile, si posso immaginare.

l l’arte è come un’esperienza sociale, volta a sgombrare, ad aprire le strade che l’umanità potrà intraprendere. Al avanguardia, il nostro gruppo brancola, assicura, esplora il terreno di un incontro tra natura, collettività e società post-capitalista.

 

Il giorno in cui i soldi spariranno, Palam 2020

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