Lotte erotiche
Ama ad Atene sotto le stigmate della lotta anticapitalista
Commento alla serie fotografica Philoxéinia

Queste foto provengono da una serie realizzata nella primavera del 2017 nel cuore di Exarchia, Atene.
La storia inizia nei pressi della piazza di Exarchia, centro strategico per la contestazione del potere da parte della sinistra e dell’estrema sinistra ad Atene. Dopo un drink nei bar che circondano la piazza abbiamo deciso di fare una passeggiata in altura.
Il risultato improvvisato e sul posto di un incontro romantico in trio, stavamo passeggiando di notte nel Lofos tref Park.
Dei miei amici più cari di poche notti, uno è tedesco, il secondo è greco, io stesso sono francese. Questo può sembrare poco importante, ma il contesto che si incarna nell’arredamento mi impegna a specificarlo.
Stavamo superando le tensioni emergenti e delicate ad Atene, tra questi 3 paesi, e purtroppo in tutta Europa. In effetti, l’austerità europea produce ad Atene un sentimento di invasione economica. La Germania ha acquistato un gran numero di istituzioni, musei, aeroporti greci senza alcuna considerazione per il cittadino. Per finire, siamo stati a Documenta, un grande evento artistico di origine tedesca che ha trovato la sua prima edizione ad Atene. Mi è stato descritto da numerosi incontri di artisti locali, molto più come un’invasione culturale, una “lezione”, che come un riflettore sulla cultura greca, nonostante il suo amichevole titolo “Imparare da Atene”.
Lungi da me creare ulteriori tensioni politiche tra questi paesi, il neoliberismo se la cava molto bene da solo.
Al contrario, è proprio dal vertice che esistono queste tensioni, standardizzando visivamente l’ambiente ei comportamenti, che il nostro incontro costituisce un superamento, ed è attraverso la nostra filossenia che scuotiamo questi standard.
Quella sera non si parlava di politica, di cultura, di lotta per la nostra sovranità. Ma tanto Eros, questa forza creativa che guidava i nostri passi, in un equilibrio emotivo di rara qualità, la cui fotografia e il desiderio dell’altro ci portavano a parlarci, a incontrarci, a toccarci.
Il trio è notevole in quanto procede costantemente da un adattamento emotivo, dall’immancabile cura e attenzione che ciascuno deve portare agli altri due. È in questa continua ricerca di equilibrio che la politica emerge qui per lì al suo massimo grado: l’equilibrio e l’armonia di più corpi in uno spazio.
Quella sera, tra decori sotto le stigmate del neoliberismo, e le recenti ribellioni alla violenza del capitale guidate dalla repressione poliziesca, abbiamo fatto l’amore in questo parco, intorno a noi il anarchici nostri protettori, ci siamo sentiti liberi.
Queste foto testimoniano l’incontro che ha preceduto il nostro abbraccio.
Incentrata sul nostro desiderio, quella sera non ci è apparsa la scritta ACAB graffita di bianco sulla rastrelliera, struttura la serie, imponendosi allo sguardo con quasi più presenza dei corpi in primo piano. ACAB non solo struttura questa serie, struttura Atene per la sua onnipresenza, coprendo le antiche costruzioni che punteggiano la città. Ma anche Parigi, Berlino, Hong Kong, e centinaia di città stanno subendo crescenti repressioni da parte della polizia, rivelando che tutte le nostre società liberali sono al punto di rottura. Quando l’iscrizione scoppia, la foto ACAB è stata il primo titolo della serie prima di lasciare il posto a Philoxénia.
Ovunque emerge la libertà spaziale, per quanto piccola, si stabilisce la cultura popolare. Questo marchio passerà alla storia come simbolo di una rivoluzione nello stile della “libertà che guida il popolo”? Se è così, questo suggerisce la violenza delle rivoluzioni successive.
Dal 2012 Exharchia è un quartiere autogestito controllato dagli anarchici. La propaganda greca fa passare questo quartiere come un quartiere pericoloso, una zona di Nogo.
Un quartiere povero sì, un quartiere pericoloso, queste foto testimoniano la nostra libertà.
Eppure estate 2019, quello che mi spinge a scrivere queste righe un po’ frettolosamente, è prestare attenzione alle novità di Exharchia:
Il neoeletto governo greco di destra ha deciso di porre fine a questa indipendenza, usando una repressione senza precedenti per scacciare gli anarchici e i migranti che sono stati accolti in questo distretto per molti anni
Non ci sono più e trovo un po’ di carta che descriva la situazione.
Ma dopo aver guardato da vicino ciò che è accaduto alla nostra signora della brughiera o alle manifestazioni rivoluzionarie francesi, posso affermare senza troppi dubbi che si tratta sempre della stessa violenza del capitale all’opera.
Le lotte erotiche ancorano e collegano le esigenze sociali, che a volte possono apparire come ideologia, a un livello più potente e più profondo, alla matrice della vita.
Trasformare ciò che può essere discusso, dibattuto in evidenza.
Le lotte erotiche creano un legame tra corpi sociali le cui aspirazioni sono le stesse, ma le cui traiettorie sono parallele.
Se ha trionfato è anche grazie in parte al sesso, l’eros è il vettore centrale di una rivoluzione riuscita, altera dall’interno i limiti del corpo sociale e di conseguenza riequilibra le concentrazioni di potere.
Il potere dell’eros sta in ciò che offusca i confini dell’individuo e trasmette questa sfocatura al corpo sociale.
La conoscenza del sesso, delle sue restrizioni e del suo controllo è un potere esercitato sull’individuo.
Quella sera, l’uscita di queste foto non era politica, ma molto più un pretesto per il piacere, un pretesto per la libertà, o forse semplicemente un pretesto per il sesso.
Quella sera, il problema di queste foto non era politico, lo divenne. Ciò che rende politico lo scopo è la vita, che attraverso l’eros si trova faccia a faccia con la sua verità, e che con la forza dell’evidenza rende il contesto (la scena) politico.
Eros, dio primordiale dell’amore e del potere creativo, è la via per favorire l’apparenza della vita.
Una rivoluzione guidata solo dalla rabbia che segue un sentimento di ingiustizia ha tutte le possibilità di trasformarsi in guerra. È solo se c’è un’alleanza con la vita, con il sesso, con la filossenia, con gli amori, mettendo in discussione la sua conoscenza, i suoi margini, i suoi limiti, che la rivoluzione spinta dalla vita stessa acquisisce la capacità di superare le istituzioni di potere preesistenti.
Le rivoluzioni sessuali in particolare quella del 68, non solo sono state emancipatorie, ma producono derive sui corpi di donne e bambini, attraverso l’ingiunzione di “godere senza impedimenti”. L’eros non è un’ingiunzione al sesso, pena la riproduzione delle dominazioni che queste stesse lotte giustamente pretendevano di abolire, e l’emancipazione profondamente infettata alla fonte.
Eros è molto più una parola attiva, che produce effetti perlocutori, una poesia viva, che nasce dai nostri corpi.
Una poesia che marcia senza paura verso la riconquista del territorio pubblico.
Una poesia che lavora per costruire un collettivo che cresce come il raffinamento del nostro comune accordo emotivo.
Perché c’è qualcosa di eversivo nel DNA di Eros, ma nessuna violenza.
L’eros è proprio eversivo in quanto nega e abolisce i sistemi di dominio e di violenza che lo precedono.
Presenta corpi tra loro, disuguali nelle loro traiettorie sociali (genere, etica, ceto sociale, orientamento) ma uguali nell’incontro, lavora sulla loro uguaglianza attraverso le loro differenze per costruire la loro armonia.
E legando questa armonia alla matrice della vita, le conferisce un potere invincibile.
Riproduci la tua coppia, rigioca il tuo genere, rigioca le tue attrazioni, rigioca la tua modestia, rigioca la tua immagine e la pressione sociale che esercita su di te
Riproduci i limiti sociali delle tue attrazioni.
Rivivi i tuoi traumi.
Rievoca la tua vergogna.
Tutta la conoscenza sul sesso e più in generale sulle scienze umane che esercitano un potere sulle strutture sociali.
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