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Azimtuh, Galerie Eva Vautier 12/04/2019 – 31/07/2019  

AZIMUTH

Benoit Barbagli , Tom Barbagli , Evan Bourgeau

Camille Franch-Guerra, Omar Rodriguez Sanmartin

Florent Testa , Anne-Laure Wuillai

Inaugurazione venerdì 12 aprile dalle 18:00

Mostra dal 13 aprile al 28 giugno 2019

Con la partecipazione di

Célia Vanhoutte, scenografia energetica

Frédéric Blancart, curatore della mostra

« “Qui nous a traînés ici ? Je le maudis !“

Cette phrase revenait souvent avec ces variations :

“Mes mains sont gelées !“, “Je suis encore tombé dans un trou !“, “Ce n’est pas le bon chemin“.

Parfois la vallée taisait les grognements, à d’autres instants elle leur offrait un puissant écho. À 2500 mètres d’altitude, dans les montagnes du Mercantour, la traversée du Trécolpas vers le refuge de la Cougourde fut bien plus ardue que nous l’avions imaginé. Tout d’abord parce que les raquettes de premier prix en dévers, ça ne marche pas. Ça déchausse tout le temps, tu perds l’équilibre, tu tombes sur le côté et puis bon courage pour te relever. […]

Du courage, il en fallait pour se lancer dans cette aventure, pour quitter nos ateliers et  penser que nous allions faire des pièces là-haut, “en communion avec la nature“, qu’ils disaient ! 

Et dans les derniers mètres de la journée, les plus durs de tous, revenait encore cette phrase : “Mais pourquoi fait-on ça ?“

Oui pourquoi ? On tente de vous expliquer : Nous avons à créer des œuvres pour une exposition le 12 avril 2019 à la Galerie Eva Vautier. 

Quelques semaines plus tôt, le titre avait été décidé : “Azimuth“. Entre Exode, Exotopia, Azimut tous azimuts, “Azimuth“ avait triomphé. »

Extrait, Tous Azimuth, chapitre I, 2019.

Leggi il resto della storia di Azimuth:

Azimut

La Galerie Eva Vautier e gli artisti Benoît Barbagli, Tom Barbagli, Evan Bourgeau, Camille Franch-Guerra, Omar Rodriguez Sanmartin, Florent Testa, Anne-Laure Wuillai, accompagnati dal curatore Frédéric Blancart*, e un’energica scenografia proposta da Célia Vanhoutte, presentano il mostra Azimut . Originariamente, percorso o direzione, il termine “azimut” designa in topografia l’angolo orizzontale stabilito dalla direzione del nord, verso quella di un punto dell’orizzonte.

Tra quotidiani attraversamenti periurbani, desideri di evasioni sfrenate e protocolli artistici, la mostra Azimuth inizia con un approccio collettivo.

Non lontano da un percorso performativo, gli otto amici si riuniscono per un’escursione inaugurale al Mont-Cima, partendo dalla porta di tutti. Il cammino o il corso delle strade, vicoli, viottoli, poi cammini, raggiunge il punto più alto, il più lontano, che otto corpi concordano, nove giorni prima del solstizio d’inverno.

In una seconda salita, il curatore Frédéric Blancart si unisce agli artisti, per isolarsi insieme in un rifugio di alta montagna, dopo un viaggio tumultuoso tra cime innevate, ghiaioni e laghi ghiacciati. A più di 2000 metri sul livello del mare, la neve, come impronta di tutti, diventa una scultura effimera: fosse o cumuli, linee in cavità o in rilievo, si sveglia in direzioni diverse e convergenti nello stesso azimut.

Lungi dall’essere limitato a queste due spedizioni , l’approccio continua e annuncia altre esplorazioni e ricerche per nuovi paesi, terre e mari.

Se la marcia è un pretesto di aggregazione, ognuno la concepisce a modo suo, rivelando ogni individualità, come interdipendente dalle altre. Alcuni si esibiscono, raccolgono e archiviano, altri si prendono cura, coltivano e assemblano.

I passi compiuti per la mostra, come distacchi, liberatori di vincoli comuni, rivelano come un primato animalità e fantasie sepolte, voli talvolta lirici di un corpo a corpo con la natura.

Tracciando i contorni di un territorio percorso, la mostra invita a una passeggiata, attraverso installazioni, sculture, disegni, fotografie e video. Le opere tracciano la molteplicità dei percorsi: ripidi sentieri o strade asfaltate, salite rocciose o tuffi in mare, viaggi introspettivi o collettivi.

Celia Vanhoutte, praticante di medicina tradizionale cinese, accompagna gli artisti dai primi passi alla composizione della mostra. Concentrandosi sugli elementi e sui loro materiali, sviluppa una scenografia energetica che disegna, secondo un percorso arbitrario a priori , complementarietà e tensioni tra le opere.

Il curatore Frédéric Blancart e il poeta Tristan Blumel, tra gli altri ospiti, punteggiano la mostra con vari eventi, sempre in un gioco di risonanze e spostamenti.

La mostra Azimuth , singola e multipla, rivela una proposta collettiva, generata dall’intersezione di otto prospettive uniche.


La mostra Azimuth fa parte dell’itinerario a scala regionale Des marches, marches , coordinato dal Frac Provence-Alpes-Côte d’Azur, associato al Centre d’Art de Digne-les-Bains, l’Espace of Concrete Art in Mouans-Sartoux e al Laboratoire de Grenoble. Attraverso mostre, installazioni, performance ed eventi, organizzati nel corso dell’anno 2019, gli attori culturali del territorio si uniscono attorno a una dinamica comune. Marche, Démarches , su proposta artistica di Guillaume Monsaingeon, stimola il movimento come pratica artistica: camminare , correre, arrampicarsi, pedalare, nuotare, secondo ritmi che possono arrivare fino al silenzio immobile, attraversando territori che possono essere interiori, scoscesi , bucolico, urbano… Des marches, Démarches , esplora l’incredibile ricchezza del viaggio a misura d’uomo.

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Frédéric Blancart ha beneficiato della residenza curatoriale ACROSS di ringraziamento, residenza durante la quale ha incontrato gli artisti Camille France-Guerra ed Evan Bourgeau*

Vue d’exposition, AZIMUTH, Galerie Eva Vautier

 

 

 

 

© crédits photographiques François Fernandez, Benoît Barbagli

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