Dal 24 al 27 settembre 2015, 71 Bis rue Lamarck, 75018 Parigi
Inaugurazione giovedì 24 settembre dalle 18:00
+
Performance di Tristan Blumel venerdì 25 settembre alle 18:00
Catalogo: qui la Terra
Catalogo della mostra
Dal 24 al 27 settembre 2015, 71 Bis rue Lamarck, 75018 Parigi
Inaugurazione giovedì 24 settembre dalle 18:00
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Performance di Tristan Blumel venerdì 25 settembre alle 18:00
Catalogo: qui la Terra
Catalogo della mostra
TADAM… ecco la Terra… tutta la terra, il giovane all’improvviso, d’un tratto si alzò del mantello, i capelli ancora bagnati e il naso ancora arrossato e dolorante per la medusa che aveva catturato nella figura sulla via del ritorno. Nel mare, le onde lo maltrattavano già parecchio, aveva bevuto tre volte la tazza il tempo della spedizione nuotava in fretta verso riva e bam! un’altra onda che ha messo la testa sott’acqua e boom! una medusa sul naso. “Oh!! fa male da morire”, continuava a ripetere. E tutto ciò era vedere la terra.
Vedere tutta la terra, come in un gioco di prestigio di cui non sappiamo bene se è solo un po’ di confusione, una cosa da ipnotizzatori, magari anche da ciarlataneria. O se succede davvero qualcosa, come se stessimo davvero andando a vedere la terra!
Come se vestiti da cosmonauta stessimo andando nello spazio con questi razzi di costruzione nucleare, dai quali vediamo fluttuare la terra, attaccati a questa specie di cordone che ci impedisce di scomparire nello spazio, ma questo giovane è nel mare che galleggia e non molto bene te lo concedo. Quanto al razzo, il suo ha la forma di un piattino, e sembra che non sia con il nucleare ma con la telepatia che funziona, ma il piattino è per il suo prossimo trucco…
Perché lì è ancora più forte, questo è tutta la terra che andremo a vedere, tutta la terra sul mare.
Il pubblico in attesa… Il mantello si alza,
È che per di più lo ha fatto con una squadra, una squadra straordinaria,
perché ovviamente ci vogliono molte menti per far volare la terra sul mare.
La sua squadra ha voluto presentare, perché c’è da dire che era una squadra infernale, e poi come ripete spesso: queste cose sono divertenti solo perché le facciamo insieme.
Sfortuna per la presentazione, la prima della squadra: Félix l’avventuriero ha finito per prendere davvero la barca, ed è da qualche parte tra Bali e la Malesia, in cielo o sotto il mare, forse in cima al monte Kinabalu mi hanno detto . La sua cosa era l’organizzazione e poi l’energia. Quello che ha impostato la sveglia alle 4:30 e ha gridato: alzati, andiamo! dobbiamo essere giù dalla montagna prima di mezzogiorno! E a volte clic ha scattato una foto, che ora può essere vista nella mostra qui la terra.
Nella spedizione c’è Tom, si alza meno presto, ma è fondamentale nel maneggiare i moschettoni, assicurandosi il braccio per non correre fino in fondo alla valle. E Audric pronto a bucare la montagna tutte le volte che fosse necessario per fissare le vette a cui tutti e quattro avrebbero affidato la loro vita.
Poterono così scalare le montagne più alte delle Alpi, e un’altra meno alta ma altrettanto singolare dove poterono, sfidando la neve e il vuoto, appendere questo gesto amorevole, questo mazzo di fiori proteso verso il cielo sopra una terra con il paesaggio più straordinario.
Così sono stati questi quattro (e anche Katia e Quentin, bravi videomaker per la documentazione) che si sono sospesi nel vuoto, trapano a batteria Makita in mano, e una mattina di gennaio hanno perforato una grande roccia, sigillando questo bronzo Nella montagna.
Si scopre che con Celia aveva già tentato di appendere questi fiori nel cielo, ma la gravità li ha trascinati sotto il mare. È vero che non devi essere molto intelligente per credere che quando salti nel vuoto con un mazzo di fiori, questi rimarranno nell’aria. I fiori sono leggeri ma subiscono anche la gravità, ci dice Newton, P=MG. ed essere nudi non cambia!
Ecco perché hanno dovuto escogitare un trucco per sistemare quei fiori nel cielo.
Lo stratagemma era questa spedizione, appendere il braccio teso in cima a una montagna porgendo fiori all’immensità.
Ebbene… I fiori svaniscono velocemente e volano via, certo, ma è già un tempo più lungo di quello di un salto e poi soprattutto resta il gesto, e poi resta la storia, e tutti gli alpinisti esperti potranno s hanno una corda e buoni moschettoni, ci mettono fiori nuovi.
Anche dopo aver aggiustato il braccio, che lui e il suo team non hanno esitato a definire poetica alta tecnologia, ha ripensato al salto nel vuoto fatto con Celia e si è detto: “in fondo siamo sicuri, da qualche parte non Non so davvero dove, il bouquet è ancora sospeso nel cielo. »
Questa è la terra qui , il nome del primo progetto. Un progetto affettuoso e sincero che ha potuto esistere grazie a una prima e primordiale squadra, e una seconda squadra la cui storia è in arrivo.
qui la terra,
Perché questo nome qui sulla terra, è qualcosa! È un nome forte, che racchiude un segreto che non ho ancora scoperto! So solo che il nome deriva da un altro testo pubblicato poco prima, soffiato da Joseph Mouton. È bravo a trovare i titoli di Joseph! Era il momento in cui noi ci stavano tutti provando riparare una rete di trasmissione del pensiero a lunga distanza per ritrovare la memoria perduta nella sfera delle idee.
Ah! La telepatia, questo è certo, ha funzionato, come un sottile equilibrio tra la cosa immaginaria, la cosa reale e la cosa poetica… ma questa è un’altra storia.
Poi c’è entra in gioco il grande Tristan Blumel. È un poeta, quando che mette in scena, lo presentiamo così:
“Ha una sola voce ma tante parole, che sputa e getta a terra. Le parole scappano e non tornano mai. Ma a Blumel non importa, ne ha sempre di più.”
Non c’era durante la spedizione, perché è di Bordeaux. Doveva essere seduto a Bordeaux sulla sua scrivania portatile con la sua macchina da scrivere, in una strada, a vendere poesie ai passanti. “ Per cinque euro ti scriverò una poesia mia cara”.
Non era nella spedizione, ma è un po’ come se, perché abbiamo fatto un libro qui sulla terra, ed è stato Blumel a scriverlo. Che l’ha raccontato a modo suo, una specie di poeta “In fondo, c’è una transazione, uno scambio segreto di dolcezza, tra il banale e l’estatico. Ci dice.
Colgo l’occasione per dirvi che non posso mantenere i segreti, Blumel sarà lì venerdì 25 settembre 2015 alle 18!
Infine, è Diametro che arriva nella storia, perché la terra va misurata.
Diametro è facile, devi avere il loro logo in alto o in basso nel testo, è un’associazione.
perché era necessario raccontare la storia di Ici la Terre, Diametro ci ha trovato un posto nella loro bellissima città di Parigi, e ha organizzato un vernissage il 24 settembre 2015 a Lamarck Caulaincourt come molti!!
In Diametro c’è Camille, è stata lei a proporsi di raccontare questa storia e di organizzare la mostra: super curatrice uscita dall’Ecole du Louvre.
C’è anche Andy, è quello che presta il suo appartamento a Lamarck Caulaincourt e Manon e tutto il resto della squadra.
Ci siamo quasi, Jean-Pierre ed Eva sistemano gli ultimi dettagli logistici, cassa di legno per trasportare le foto ecc..
Lui e Celia finiscono di affinare la loro tecnologia poetica, insieme custodiscono il segreto del volo della terra e anche altri due o tre segreti, che hanno sviluppato su una spiaggia naturista, la stessa dove ha visto volare la Terra. Sembra che nella loro ultima foto la poesia sia andata in vacanza e stiano lavorando a una sorta di particella poetica di gravità per l’etereo
TADAM il mantello si alza.. vedremo la terra?
Un amico trombettista
a Tristan Blumel per la poesia della mostra attraverso i suoi testi, e la sua lettura performativa il 25 settembre alle 18.
a Celia Vanhoutte per la sua partecipazione alle fotografie e alla realizzazione della mostra.
a Camille Frasca dell’associazione Diametro per l’organizzazione della mostra, la redazione dei testi e la comunicazione.
Ringraziamo inoltre i sostenitori del progetto Ici la terre:
a Tom Barbagli e Audric Galzy per aver scalato montagne sospese nel vuoto, perforandolo per appendervi un braccio.
a Tristan Brumel per la coproduzione di questa edizione e la stesura del testo Demeurer.
a Celia Vanhoutte, Felix Bourgeau, Morgane Mercurio, per i preziosi scatti che hanno prodotto tante immagini per questa presente edizione.
a Juliette Mirette, Anne-Sophie Lecharme e Annie Vautier per le loro correzioni Testo quì.
a Joseph Mouton per il prezioso titolo: ici la terre.
a Quentin Pham-van per il film sulla spedizione.
a Eva Vautier e alla sua gallery per la partecipazione alla realizzazione dell’edizione.
a Jean Pierre Soardi per la sua assistenza logistica
a tutti i generosi donatori che hanno riconosciuto in questo gesto un atto amorevole, sincero e poetico.